Mototuristi: estremisti o moderati?

26 giugno, 2012  |  Condividi  | 

Creta, una meta classica del mototurismo estivo

Tempo d’estate, tempo di viaggi, tempo di sondaggi leggeri e divertenti. Dopo quello dedicato alle borse da moto, affrontiamo un argomento più tosto. A quale tipologia di motoviaggiatore appartenete? Premesso che nella vita si possono interpretare tanti ruoli – e alla bisogna, da motociclista integralista ci si può anche improvvisare scooterista con ciabatte a Santorini – potendo fare un viaggio come volete voi, cosa preferite? E come vi sentite? Estremisti o moderati?

Per capirci l’estremista è un motociclista come Stefano. Duro e puro sulla sua BMW 1200 GS. Nella vita di tutti i giorni è un tipo sociale e conviviale, sempre pronto a offrire un passaggio sulla Vespa d’antan che utilizza per i tragitti casa-ufficio. Ma se si tratta di usare la moto, no compromise: parte di buon mattino e si ferma solo la sera dopo avere macinato la sua media di 600 chilometri. Lui gode la strada. Non porta neanche la macchina fotografica per riprendere le cose belle che riesce a vedere. Sennò si dovrebbe fermare. “O tutto o niente - mi dice convinto -. Se vado in moto, vado in moto. Se voglio fermarmi per mangiare vado in macchina con la moglie e magari portiamo anche il figlio che è astemio e può sostituirci alla guida. Il massimo per me è viaggiare in moto da solo. Libero come l’aria. L’anno scorso in tre giorni sono andato e tornato da Milano a Capo Nord. Ho fatto anche Dunquerque-Milano in una sola tirata: 1400 chilometri. Mi ferma solo il buio. Per questo parto all’alba”. Chiaro che uno così sia un motociclista solitario. Il massimo della socialità lo esprime nelle rare uscite domenicali con quelli del suo motoclub. E allora si rassegna ad aspettare gli altri o a rispettare il programma prestabilito. Che ovviamente non deve avere sbavature, sennò il nostro Stefano si spazientisce. Sarà un caso se il suo motoclub è formato da uomini di legge?
All’opposto di Stefano ci sono MariaVittoria (sì la mitica Marivì) e suo marito Gianluca. Coppia di motociclisti appassionati, lei mototurista di professione. Quando possono viaggiano insieme (rigorosamente su due moto), ma le soste sono parte integrante del viaggio e non a caso tengono sempre dello spazio speciale nelle borse da riempire con ricordi e golosità gastronomiche dei posti. “Il senso del viaggio non è solo la strada – mi spiega Marivì – ma bisogna trovarlo ogni volta. In questa scoperta sta il piacere che è sì quello di una bella serie di curve e il suono del motore che ti riempie di contentezza ma è anche quello di condividere le sensazioni e le informazioni con il mio compagno. Non viaggio solo con mio marito. Lo faccio da sola per motivi di lavoro e per piacere anche con la mia numerosa famiglia, tutta formata da motociclisti. Ho portato in Engadina anche mia mamma! Un giro magnifico in cui abbiamo condiviso tanti indimenticabili momenti”.
Ora tocca a voi: siete estremisti o moderati? E quale è il viaggio più bello che vi rappresenta?


21 Comments


  1. Adoro la moto. Credo che l’auto si acquisti per necessità mentre la moto è una passione. Però anche la moto rimane un mezzo, il più bello che esiste per viaggiare ma sempre un mezzo che non può diventare un fine. Per me l’atteggiamento di Stefano, che fa diventare la moto il vero fine della vacanza è – absit iniuria verbis – un tantinello folle, più esattamente quasi masochistico. Non entro del merito delle sue motivazioni, peraltro non espresse nell’articolo, ma riesco poco a decifrare la personalità di chi – Dr. Jekyll e Mr. Hyde a due ruote – nella vita di tutti i giorni sia “sociale e conviviale” e poi, di colpo, cambiando veicolo, si trasformi in una macchina da chilometri. Che abbia bisogno di apparire (anche i veicoli che usa qualcosa indicano…)???
    Ovviamente, ma si era capito, le mie preferenze vanno a Marivì e a Gianluca. Di solito io e mia moglie viaggiamo da soli (siamo stati per 6 anni di seguito in giro nel mese di giugno nella splendida Grecia), mentre questa volta abbiamo condiviso la vacanza con altre due coppie di amici e siamo andati nell’isola di Lussino, in Croazia. Bellissimo, sole, caldo, bagni ecc. ecc.
    Siamo tornati solo da due giorni (domenica 24 alle 18,00) e ci manca già!

    Un saluto

    Claudio

  2. “In medio stat virtus” ….mi considero un moderato lupo solitario… perché mia moglie teme la moto(ma, guarda caso non lo scooterone, che non ho e che apprezzerò quando saro’ più vecio) e gli amici ” non se la sentono fare tanti chilometri “- si parla di 200/300 km max mica di 1000 e rotti!!! Seguo i moto raduni BMW , sempre perfettamente organizzati dal concessionario di Cagliari. Quando navigo in solitaria gusto il profumo ed il paesaggio che scorre davanti la visiera. Dove posso mi fermo a fotografare. Ho la fortuna di vivere in un’isola magnifica, che merita di essere “vissuta”.
    Un salutone da nonno Rodolfo :)

  3. Certamente siamo (io e mia moglie) dei mototuristi moderati,non certo per il numero dei KM che maciniamo,ma per come intendiamo il mototurismo.
    Viaggiamo in sella ad un Burgamn 650 in compagnia di altri amici;mediamente siamo circa 6/8 mezzi tra moto e scooteroni.
    Non posso che condivedere pienamente il pensiero di Marivì.

    Un saluto da Roby & Ketty di Scooter Adventure

  4. Anche io mi rivedo nel modo di vivere la moto di Marivì, ma rispetto Stefano macinachilometri. Ne conosco tanti come Stefano, per loro conta solo la strada, trovano piacere solo nell’andare, nel curvare, nell’interpretare l’asfalto chilometro dopo chilometro, nel sentire il motore, incuranti di cosa c’è intorno. Qualche scorpacciata ogni tanto piace anche a me, ma non potrei concepire un viaggio, una vacanza in quel modo.
    Per me andare in moto non é soltanto far girare le gomme, ma é un’esperienza totalizzante fatta di strada, di libertà, di avventura, di paesaggi, di odori. Oltre che scoprire le novità, amo tornare nei posti dove sono già stata, ritrovare e riconoscere le strade, i luoghi già visti. Per questo sto per tornare in Corsica, mia meta preferita, con il mio compagno. Per mostrargli strade fantastiche, panorami stupendi, spiagge poco affollate, e un ottimo mix di mare e montagna. Per non parlare del cibo, che di per sé vale il viaggio.
    Alessandra
    Ducati, Hypermotard

  5. Io e mia moglie siamo appena tornati da un bellissimo viaggio nella Spagna del Nord e precisamente lungo tutto il cammino di Santiago de Compostela partendo da Barcellona e quindi Somport e Roncisvalle(con inclusa anche una tappa a Lourdes…) seguendo il percorso tra strade secondarie; nonostante sia già estate abbiamo preso tanto freddo, tanta acqua e tanto vento laterale a raffiche (sfiancante!!!!)ma è stato molto bello; è il nostro primo viaggio in moto con la nostra “mula” (cbf600s) stracarica. Ci ha salvati il vestiario tecnico altrimenti avremmo veramente patito le tappe. Un viaggio memorabile!!! Condividere un viaggio è appagante anche se mooolto più faticoso!

  6. io giro l’europa con il mio burgman 400,austria,germania,francia,belgio,danimarca,svizzera e quando scelgo un itinerario guardo cosa c’è di interessante da vedere e mi fermo a fare foto.Puo’ capitare di fare 500/600 km. al giorno ma anche solo 150.Il viaggio non è solo andare da un posto ad un
    altro.

  7. Mi definirei essenzialmente un mototurista moderato ma, nel range che distingue i mototuristi moderati, mi collocherei prossimo al confine con i mototuristi estremisti. Viaggio sempre con mia moglie sul sellino posteriore e non potrei concepire un viaggio senza di lei. Ho tanto l’abitudine a condividere le esperienze che quando faccio qualche giro da solo e vedo qualcosa che mi piace il primo pensiero è di tornarci con lei. Un guasto all’interfono durante un viaggio può essere una valida motivazione per sospendere un viaggio.
    Amiamo viaggiare e facciamo anche lunghi trasferimenti per raggiungere le zone prescelte se sono molto lontane ed i tempi ristretti, 1000 Km in un giorno non ci preoccupano. Nel caso di mete più vicine anche l’avvicinamento fa parte del viaggio turistico. Abbiamo girato quasi tutta l’Europa ma, dato che soffriamo più il caldo che il freddo, generalmente puntiamo verso nord. Amiamo fermarci a visitare punti caratteristici, assaggiare la cucina locale, e fare foto ma ci capita anche di uscire per un giro di un pomeriggio e di rientrare senza aver neppure posato i piedi a terra.
    Un paio di considerazioni:
    1)Non concepisco un viaggio a Capo Nord (è un esempio tipico) con la sola finalità di appiccicare un adesivo sulla valigia senza aver visto nulla di quello che ho attraversato.
    2)La parte irrazionale della mia testa amerebbe tentare un viaggio di quelli avventurosi, fuori da quella che consideriamo “la nostra civiltà”, la parte razionale della mia testa mi dice che rischiare l’incolumità o la vita per un divertimento non vale la pena.

  8. Premesso che nel variegato mondo dei motociclisti tutte le tipologie vanno rispettate, io amo viaggiare in moto per il solo fatto di essere immerso nel paesaggio che mi circonda. La sensazione che provo e’ talmente forte e fantastica che prescinde dal fatto che sia da solo o con la compagna o con altri amici. Comprendo quindi le motivazioni di Stefano. Ho viaggiato in tutta Europa in tutto il bacino del Mediterraneo spingendomi fino al sud dell’Iran con tappe giornaliere talvolta anche superiori ai 1000 km. Voglio rispondere a chi puo’ avere dei timori dicendo che mai, dico mai, mi sono trovato in situazioni di pericolo o a rischio di incolumita’. Anzi laddove il comune pensiero porta a chiedere se sono luoghi pericolsi tanto piu’ ho trovato disponibilita’, accoglienza, voglia di un contatto, e tutto questo amplificato per il solo fatto di essere arrivato in sella ad una motocicletta.
    Buone motovacanze a tutti.

  9. Pur condividendo le opinioni di tutti , il vino va centellinato anche se ne bevi una bottiglia intera . Amo le gite giornaliere che ti consentono di uscire dalla routine , soprattutto non la domenica , da solo o quando possibile in compagnia di mia moglie . Il gruppo non mi interessa , limita la tua liberta’ . Si coprono senza fatica 600 km al giorno con sosta per fare il pieno per noi e la moto . Quando rientri la sera assapori il piacere di una giornata trascorsa piacevolmente e non in maniera affaticante. Mi associo a Dr. Spock circa la Grecia , ad anni alterni e da 14 anni ormai andiamo la’ ed e’ sempre meravigliosa . In ultimo , spero sia stato un errore di trascrizione il ” Capo Nord andata e ritorno in tre giorni ” . Ecco pur chiamandomi anch’io Stefano e cercando di sforzarmi , non riesco a concepire . Ciao a tutti .

  10. Saluti a tutti! sono un viaggiatore in moto estremo e moderato allo stesso tempo.
    Ho fatto centinaia di migliaia di km con borse e moglie dietro, tappe da 1000 a 50 km, temperature e cieli i più vari.Non capisco come si possa viaggiare…senza viaggiare; il gusto di giudare e quello di essere un viaggiatore e non un turista sono, per me, due facce della stessa medaglia.Come non amo andare in posti privi di bellezza e fascino, allo stesso tempo cerco di evitare strade già fatte molte volte o noiose.Viaggiare per me è vivere, ma viaggiare significa stare seduti su due ruote.

  11. Sono come il tuo amico Stefano.
    Anch’io vado in Normandia in giornata, o in Sicilia. ad esempio.
    L’anno scorso ad agoato, partenza da Alessandria alle 00.15 arrivo a Villa S. Giovanni ore 12.30.
    Viaggiare di notte è bellissimo, specie d’estate; si sta al fresco e non c’è traffico. Eccezionale !!!
    Però Milano-NordKapp in tre giorni……dai non esageriamo. Ci sono stato a NordKapp, ed è impossibile in tre giorni….
    Forse il tuo amico ha esagerato un po, non credi ??
    Ciao

  12. ciao, racconto la figura da pollo che ho fatto parlando con un amico e riportando quanto scritto in merito a Milano-Caponord senza troppo riflettere, abbiamo fatto due conti con google maps alla mano per capire che 7000 km in tre giorni si possono fare con medie di 155 km/h per 15 gg…
    Io li per li l’ho presa per buona ma anche voi prima di pubblicare una notizia potreste verificarne l’attendibilità no? Poi finisce che uno ci crede! :-)
    P.s. Paola leggo spesso i tuoi articoli e i tuoi spunti, il tuo modo così diverso e personale di vedere le cose mi piace molto, complimenti.

  13. A proposito di Caponord, premesso che l’articolo diceva che in 3 giorni era andato e tornato, premesso che io (quasi) a Caponord ci sono arrivato e so che le strade non consentono medie molto elevate (il limite massimo su strade extraurbane è 90 ovunque) il dato era da considerare evidentemente un errore al quale non dare troppo risalto.
    Chi è stato a fare il calcolo mi ricorda un aneddoto che girava nel mio ufficio. Un giorno un collega, noto raccontapalle, si è trovato in trasferta a pranzo al tavolo con il nostro dirigente ed ha iniziato, come sua usanza, a raccontare storie abbastanza fantasiose. Nella fattispecie raccontò di una giornata di pesca durante la quale aveva pescato in N ore N Kg di acciughe. Il dirigente estrasse il regolo dal taschino (*) fece due rapidi calcoli quindi esclamo: Oh! cavolo! un’acciuga ogni 2 secondi!”

    (*) allora il regolo calcolatore faceva le funzioni delle moderne calcolatrici tascabili, anche senza pile

    • il mio commento era molto gogliardico, proprio perchè volevo rimarcare il fatto che spesso si prende per buono tutto quello che si legge senza troppo riflettere, a me è capitato in un discorso di dire beh c’è chi riesce a fare andata e ritorno da caponord in tre giorni ( un mostro )
      senza sapere effettivamente quanti km fosssero chiaro… La cosa sarebbe più lampante se uno avesse scritto 7000 km in tre giorni…

  14. Si puossono fare entrambe le cose! Io di fatto sono ambivalente. Adoro andare a farmi i passi alpini in moto e ci vado da solo o con 2 3 amici. Maciniamo una marea di km al giorno con lo scopo e fare tante tante curve. Praticamente organizziamo solo luoghi e orari di sosta per rifocillarci e via ciascuno col suo ritmo a godersi la sua moto. Però sono anche un mototurista da vacanze: con la ragazza e moto accessoriata mi sono girato mezza europa a passo turistico con fermate per foto, ristorantini spiaggie, vette, visita culturale e shopping. Mi da gusto fare entrambe le cose.
    Purtroppo vacanze in moto negli ultimi anni non ne faccio praticamente piu perchè la ragazza è diventata moglie … e fin qui ok … ma ora siamo anche mamma e papà quindi vacanze in moto nulla (… io sarei anche per il sidecar ma ho il veto). … ah si sono anche quotidiano scooterista (ma con 125 utilitario). Beh quindi: w la motocicletta!

  15. Sono a metà strada tra il moderato e l’estremista, mi piace la moto in se e macino molti km a volte senza fermarmi e facendo un “circuito” dove l’andata e il ritorno sono per strade differenti. Ma arrivo al massimo a 300 km non di più, mi piace fermarmi in luoghi che ispirano il mio interesse, incrociare altri centauri e salutarli, ma il viaggio è per sentire quelk senso di libertà che mi da la moto, per sentire il 2 cilindri, la piega sulla strada,il vento che mi corre incontro

  16. Il viaggio è bello se oltre ai preparativi, alle strade, i luoghi il cibo e il clima lo condividi con chi condivide con te la stessa passione. Emozionarsi in solitaria può essere appagante, ma rischia di essere un esercizio di “egoismo mototuristico”, come dire io, io, io…
    Viaggio con mia moglie, a volte con coppie di amici, si alternano momenti di allegria ad altri di tensione, ma in fondo abbiamo sempre ricordato insieme i nostri viaggi e ne stiamo pianificando uno per settembre.
    Mi piace poter dire noi, noi, noi…

  17. don chisciotte della mancia

    un giorno tanto lontano che quasi l’avevo dimenticato col cuore a pezzi ho buttato due cose in valigia ho aperto il garage ho acceso la moto e sono sparito per 10 giorni da casa… talvolta mi viene in mente il freddo nelle mani… talvolta la pioggia e talvolta le lacrime, ma i pensieri di quei dieci giorni li ho tutti affogati… non ricordo bene le strade e nemmeno gli hotel/ostelli/campeggi/prati.. ricordo solo lampi di gente intorno (forse campeggi) probabilmente nella Calabria… Mi sono aggrappato alla moto per non morire dentro, ho pianto per lunghi tratti senza provare nè gioia nè conforto… ho solo stretto i pugni… e le manopole… tutto sembrava si stesse gelando… e il cuore ormai tutto impazzito non la smetteva di ululare lo squarcio… viaggio senza meta, se non arrivare a sera sfinito… ed entrare in qualche letto… e così il giorno dopo… Mi sono svegliato in turchia in mezzo ad una strada sconosciuta pieno di paura e senza nessuno vicino…senza nessuno lontano… infreddolito e forse libero dal dolore lancinante che aveva generato la fuga… sono stato moderato o estremista? non lo sò… e penso che se riflettiamo nessuno di noi lo sà… Forse portiamo la moto solo “aspettando la domenica..” ci prepariamo le cose ben bene perchè abbiamo paura di non farcela… e se provassimo a “non farcela per davvero!!!” ne sono uscito con le ossa rotte. Però quando il mio pensiero và a quel vuoto di quei giorni e al nulla che mi ha davvero fatto paura… mi piace sapere che almeno cavalcavo nella follia “ronzinante” e pur sapendo di non avere nè meta e nè possibilità di riuscire nel ritorno (ma nemmeno a meta) mi ha lasciato sfogare nel nulla… Estremisti o moderati? semplicemente noi stessi… però, almeno una volta… cerchiamo di “non farcela…”tutto il resto cambierà…
    Giorgio

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